
«Lo stile non si impara. O nasci con una certa eleganza dentro, o no». Lo sostiene Rossella Jardini, che si racconta nel libro “Ma chi l’avrebbe detto?! L’eleganza ha una faccia sola”, rendendo omaggio al dissacrante Franco Moschino, di cui è stata braccio destro e musa per 11 anni, oltre ad avere portato avanti la direzione creativa della maison – dopo la sua scomparsa prematura, nel 1994 – per altri due decenni.
Appena pubblicato da La Nave di Teseo e curato dal giornalista, scrittore e critico di moda Antonio Mancinelli, il testo è anche un viaggio attraverso 40 anni di moda italiana in forma di atlante illustrato, tra immagini, idee e sperimentazioni che si intrecciano senza tempo.
«Mio caro Franco, quanto ci siamo divertiti! Sorrido sempre quando ti penso, e ti penso tanto, anche a distanza di trent’anni – confessa Jardini -. La vita la possiamo governare ma fino a un certo punto e ho sempre pensato che sia stato il destino, senza programmi, senza pianificazione ad averci fatto incontrare. Abbiamo riso, lavorato, riso, faticato, riso, fatto le notti, riso, viaggiato e riso ancora, perché senza quelle risate, senza quella leggerezza, che non è mai diventata superficialità, tutto quello che c’è stato quando eravamo assieme e tutto ciò che ho imparato quando non c’eri più non sarebbe stato possibile».
«Con te – prosegue la creativa e imprenditrice di Bergamo – ho scoperto che la passione per un certo tipo di lavoro può diventare il significato di una vita, è stata capace di identificarmi, di darmi la forza per essere ciò che sono stata in tutti gli anni a venire. Con te ho imparato che nulla è per sempre ma che tutto può germogliare, che piantare un seme, un dubbio, una contraddizione, un apparente errore in qualsiasi sistema consolidato, come era la moda degli anni Ottanta, poteva diventare il piccolo vetro di un caleidoscopio, che ha saputo riflettersi all’infinito in tutti questi decenni».
Un tipo di lavoro dove le pianificazioni manageriali hanno spesso lasciato il passo alle scelte di cuore, «a ciò che era giusto fare al di là di tutto, perché la pancia e il cuore hanno la verità».
«Forse questo libro non renderà giustizia a te e a me, ma era giusto farlo – aggiunge Jardini -. Era giusto mostrare ciò che abbiamo costruito assieme, come si è evoluto, come l’ho portato avanti per altri 20 anni. Di te si è parlato tanto, ma alla fine si è parlato poco, e questo libro vuole essere un omaggio a noi, alla nostra complicità, al nostro passaggio di testimone, ai nostri principi e alle nostre risate».
La loro avventura nel fashion business lascia un messaggio indelebile: la moda può essere divertente, giocosamente irriverente e, nonostante questo, elegantissima.
Nella foto di apertura, un outfit Moschino sulle passerelle per l’autunno-inverno 2004/2005
e.f.